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Periodico NuovaSesto

NuovaSesto settembre 2025

📣 È uscito il numero di settembre di NuovaSesto!  – Leggi QUI

Un’edizione che racconta una città ferma, tra promesse mancate e scelte che pesano sulla vita quotidiana dei sestesi.

👷‍♀ Comune in affanno: meno dipendenti, più servizi tagliati. Dal 2016 persi oltre 200 lavoratori, con uffici e servizi sotto pressione. Eppure il Comune non spende nemmeno tutto ciò che potrebbe per nuove assunzioni. Meno persone significa meno servizi: la propaganda non basta più.

🏀 Il GEAS Basket senza casa: la squadra simbolo dello sport femminile italiano costretta a giocare a Cinisello. Una ferita che si riapre ogni stagione e che dimostra come la città non sappia valorizzare le proprie eccellenze.

🌍 Solidarietà internazionale: Sesto sostiene la Global Sumud Flotilla, la grande missione civile per rompere l’assedio di Gaza e portare aiuti umanitari. Un impegno che unisce associazioni, partiti e cittadini.

🎭 Una città che si spegne: il Carroponte ridotto a location commerciale, biblioteca chiusa, spazi di socialità cancellati. Senza cultura e comunità cresce solo il degrado.

🚨 Sicurezza a rischio: stupri, omicidi, sparatorie, vandalismi. Le telecamere non fermano il degrado. Senza agenti sul territorio e investimenti veri, i cittadini restano soli. A cosa servono slogan e milioni in avanzo se non si traducono in scelte concrete?

👩‍👩‍👧 Educazione e futuro: parte il Tavolo dell’Educazione del PD, perché la sicurezza non nasce solo da più controlli, ma da comunità che ascoltano, educano e costruiscono insieme il domani.

📩 Vuoi dirci cosa ne pensi o proporre un tema? Scrivici a rassegnastampa@pdsestosg.it

📍 Oppure passa dalla sede in via Cesare da Sesto 19, dal lunedì al venerdì, ore 9:30–17:00.

 

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Comunicato stampa a seguito post di Antonio Lamiranda

Care democratiche, cari democratici,

di seguito trasmettiamo il comunicato inviato alla stampa in merito ai commenti fatti in questi ultimi giorni dall’assessore Antonio Lamiranda.

Partito Democratico Sesto San Giovanni

“Chi è chiamato protempore a ricoprire ruoli di spicco nell’amministrazione della nostra città è chiamato a farlo nel rispetto di tutti i cittadini e non con l’obiettivo di dividere e creare differenze. Come Partito Democratico di Sesto San Giovanni condanniamo con fermezza le recenti affermazioni dell’Assessore Antonio Lamiranda, che sui social sostiene come l’omosessualità sia una “malattia”, citando persino paesi in cui essa è considerata un reato punito con la pena di morte, e che l’unico motivo per cui oggi non sia più definita così è il cosiddetto “pensiero woke”.

È inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni diffonda disinformazione, tanto più su un tema sul quale esiste da decenni un chiaro consenso scientifico: l’omosessualità non è una malattia. Nel 1973 l’American Psychiatric Association ha rimosso l’omosessualità dalla lista dei disturbi mentali.
Nel 1990 anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto lo stesso, riconoscendola come una naturale variante del comportamento umano.

Le parole dei politici e degli amministratori hanno un peso, e contribuire a diffondere stereotipi e pregiudizi è un atto gravissimo, che va contro i principi democratici e costituzionali su cui si fonda il nostro Paese. L’Italia e l’Europa non possono in nessun modo guardare a paesi che puniscono amore e libertà individuali. Va contro la nostra storia, il rispetto dei diritti umani e la dignità dei cittadini.

Basta con la legittimazione dell’intolleranza, basta con la volontà di attaccare le minoranze con l’obiettivo di spaccare, dividere, emarginare. Il minimo che ci aspettiamo sono le scuse ma quello che servirebbe sono seri e evidenti provvedimenti da parte di una amministrazione che ci auguriamo non si riconosca nelle dichiarazioni di un suo esponente e che voglia prenderne subito le distanze.

https://www.facebook.com/share/p/16pErw9Lzz/

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Commissioni mai convocate!

Commissioni mai convocate, trasparenza assente. La democrazia è in pausa a Sesto San Giovanni.

La seconda e la terza commissione sono ferme da marzo. La prima non viene convocata da maggio, e comunque solo per trattare le delibere obbligatorie, mai per discutere i problemi veri della città.

Sono mesi che chiediamo di confrontarci su:

  • i lavori della stazione e il futuro della biopiattaforma Zero C
  • la sicurezza in città, sempre più urgente,
  • gli scandali e le opacità attorno alla Fondazione La Pelucca
  • le difficoltà nel mondo dello sport.

Tutto ignorato. Tutto respinto. Nessuna risposta.

Siamo di fronte a un’amministrazione debole, senza visione, incapace di portare avanti progetti e allergica alla trasparenza.

Ieri, insieme a tutte le forze di opposizione, abbiamo preteso che il Presidente del Consiglio Comunale intervenga subito sui Presidenti di commissione inadempienti, come già avevamo chiesto in ufficio di Presidenza grazie alla nostra Vicepresidente.

Le commissioni devono tornare a funzionare. Subito.

Non ci arrenderemo all’arroganza di chi governa chiudendo ogni spazio di dibattito. La città merita risposte, non silenzi!

Ernesto Gatti Capogruppo del Partito Democratico

Il Gruppo consiliare del Partito Democratico

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Il Carroponte 2025

PD Sesto San Giovanni: “Il Carroponte è diventato il simbolo del deserto culturale creato dalla destra sestese

Sesto San Giovanni, 26 giugno 2025

Due indizi, in una sola settimana, fanno una prova. Il Carroponte, che il centrosinistra aveva restituito alla città come spazio pubblico e culturale, è stato trasformato dalla giunta Di Stefano in un’arena commerciale dove contano solo gli incassi. E i risultati – purtroppo – si vedono.

Il Partito Democratico di Sesto San Giovanni interviene dopo gli eventi che negli ultimi giorni hanno messo al centro dell’attenzione lo spazio concerti del Carroponte.

Il primo episodio si è verificato durante un concerto nella serata di sabato 14 giugno, quando – secondo quanto riportato da testate come Fanpage – l’artista Baby Gang avrebbe investito con l’auto e aggredito uno steward a seguito di una lite, portando al ricovero dell’uomo e all’intervento delle forze dell’ordine. Riteniamo assurdo che il sindaco Di Stefano faccia una vera e propria sceneggiata sui social, fingendo indignazione, quando è stato proprio lui a promuovere un modello di gestione del Carroponte che mette al primo posto il profitto del privato, senza un’adeguata valutazione dell’impatto sulla città.

Non si contesta al Sindaco di conoscere il curriculum di ogni artista, ma di non aver preteso – come ci si aspetta da un’amministrazione responsabile – servizi adeguati per la sicurezza e il presidio dei quartieri limitrofi. È proprio compito del Sindaco, insieme alla giunta, garantire che eventi di queste dimensioni siano compatibili con la vivibilità del territorio. Invece, ci risulta che nessun servizio specifico sia stato richiesto alla Polizia Locale per evitare il caos nei quartieri vicini.

La situazione è ulteriormente degenerata giovedì 19 giugno, quando un concerto da oltre 12.000 spettatori ha letteralmente paralizzato una parte della città.

Abbiamo verificato in prima persona, parlando con diversi cittadini del quartiere, i disagi subiti da molti abitanti che non hanno potuto parcheggiare nell’intero quartiere Rondò per tutta la notte. 

Abbiamo letto inoltre molteplici testimonianze di spettatori paganti rimasti bloccati all’esterno dell’area, per via di un afflusso ingestibile.

Ci chiediamo: come ha potuto l’amministrazione approvare un aumento di oltre 2.000 persone della capienza del Carroponte, senza prevedere un potenziamento dei servizi di gestione del traffico e dei parcheggi? Dov’erano i presidi di polizia locale nei quartieri residenziali? Com’è possibile che si sia lasciato un intero settore della città in balia del caos?

Il progetto del Carroponte, nato sotto la precedente amministrazione di centrosinistra, aveva l’obiettivo di restituire ai cittadini uno spazio dismesso e inutilizzato, trasformandolo in un luogo di aggregazione e cultura, aperto a tutta la cittadinanza, con eventi accessibili e una chiara vocazione sociale.

Oggi, invece, il Carroponte è diventato tutt’altro: un affare per pochi, costruito attorno a eventi a pagamento, sovraffollati e privi di qualsiasi controllo sulla qualità culturale o sull’impatto per la città. È evidente che per questa amministrazione l’unico criterio sia stato il ritorno economico immediato, a scapito della vivibilità e della sicurezza per i sestesi.

Marco Tremolada

Segretario del Partito Democratico

Sesto San Giovanni

 

 

 

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RSA Fondazione La Pelucca

Come Partito Democratico di Sesto San Giovanni abbiamo appreso con sgomento e profonda preoccupazione le notizie relative a Gabriele Corsani, membro del Consiglio di Amministrazione dell’RSA La Pelucca – partecipata comunale – e ora al centro di un’inchiesta per molestie sessuali su due minori coinvolti in un progetto presso la stessa struttura, come riportato dal Corriere della Sera.

“Sebbene Corsani non sia stato nominato direttamente dal Sindaco, ma da terzi, resta una figura da tempo vicina al centrodestra cittadino e all’attuale Amministrazione” – sottolinea Ernesto Guido Gatti, capogruppo del PD in Consiglio comunale.

“Per questo ci rivolgiamo al Sindaco Roberto Di Stefano, al Presidente della Fondazione Giuseppe Nicosia e alla Giunta tutta: eravate all’oscuro di tutto, e quindi inconsapevoli di ciò che accadeva all’interno di una partecipata del Comune, coinvolgendo anche minori, oppure eravate a conoscenza e avete taciuto?

Qualora dovesse essere confermata la seconda ipotesi si configurerebbe una responsabilità politica di sconvolgente gravità.”

“Siamo fermamente convinti della presunzione di innocenza, un principio cardine dello Stato di diritto che difendiamo con forza” – aggiunge Marco Tremolada, segretario cittadino del PD.

“Tuttavia, questo principio non può e non deve diventare un alibi per l’immobilismo politico. In gioco c’è l’integrità morale di una partecipata pubblica, la credibilità delle istituzioni cittadine, la fiducia dei cittadini.”

“Chiediamo al Sindaco Di Stefano di riferire immediatamente in Consiglio Comunale, assumendosi la responsabilità politica e morale di fronte a un fatto che mina la dignità di una partecipata comunale” – incalza Gatti.

Chiediamo le dimissioni immediate del consigliere Gabriele Corsanii, che ricopre un incarico fiduciario e rappresentativo all’interno di una realtà comunale sensibile come un’RSA, e che, almeno fino al completo accertamento dei fatti, non può restare in carica.

Non ci fermeremo fino a che non verrà fatta piena luce su quanto accaduto e sulle responsabilità ad ogni livello. La tutela dei minori, la trasparenza amministrativa e la dignità delle istituzioni non sono negoziabili.

Partito Democratico di Sesto San Giovanni

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PD Sesto San Giovanni

Partito Democartico – Sede cittadina
via Cesare da Sesto,19

20099 Sesto San Giovanni

tel. 02 22470558