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Referendum sulla Giustizia – 22-23 marzo 2026

A SESTO VINCE IL NO!

Il risultato di Sesto San Giovanni parla chiaro: il NO alla riforma Nordio ha battuto i SÌ.

Un esito che ci rende orgogliosi e che assume ancora più valore se guardiamo alla partecipazione: con oltre il 60% dei votanti, la nostra città ha dato un segnale forte e consapevole. Quando si coinvolgono le persone e si costruisce una mobilitazione vera, la risposta arriva.

A Sesto ha vinto un’idea di giustizia fondata sull’equilibrio tra i poteri, sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e sulla difesa della Costituzione. Ha vinto una comunità che non si rassegna e che sceglie di partecipare.

Questo risultato è il frutto di un lavoro collettivo, fatto di impegno quotidiano, presenza sul territorio, confronto e ascolto. Un lavoro che dimostra quanto sia fondamentale stare tra le persone, spiegare, discutere, convincere.

Un grazie di cuore a tutti: rappresentanti di lista, presidenti, scrutatori, segretari e volontari che hanno dato tempo, energie e passione durante queste giornate referendarie. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.

Da qui ripartiamo, con ancora più forza e consapevolezza.

A LIVELLO NAZIONALE

Il No ha vinto il referendum sulla giustizia

L’affluenza al voto è stata intorno al 59 per cento, la seconda più alta nella storia dei referendum costituzionali e la nona in generale su 23 tornate referendarie dal 1946 a oggi. In ogni caso, essendo quello sulla giustizia un referendum confermativo, non era necessario raggiungere il quorum come nei referendum abrogativi, ossia raggiungere almeno il 50 per cento dei voti. La regione con l’affluenza maggiore è stata l’Emilia-Romagna dove ha partecipato circa il 67 per cento degli aventi diritto, mentre quella con l’affluenza minore è stata invece la Sicilia con il 46 per cento. 
A livello di risultati, il No ha ottenuto il miglior risultato in Campania, dove ha raggiunto il 67 per cento dei voti, mentre il peggior risultato per i contrari alla riforma è stato registrato in Veneto, dove ha ottenuto il 42 per cento dei voti, contro il 58 per cento del Sì. La regione dove si è registrato il minore scarto tra Sì e No è stata la Valle d’Aosta, dove il Sì ha prevalso con circa due punti percentuali di vantaggio sul No.

 

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NuovaSesto marzo 2026

Carissime, carissimi,

📣 È uscito il numero di marzo di NuovaSesto!  – clicca QUI per lettura

Un’edizione che racconta una città che cambia, ma non sempre in meglio: spazi pubblici svuotati, cultura dimenticata, democrazia indebolita. E una domanda che torna: chi decide davvero il futuro di Sesto?

🏗️ Da piazza ad aiuola: quando lo spazio pubblico perde senso. Piazza Trento e Trieste doveva essere un luogo di incontro.

Oggi rischia di essere solo un attraversamento: niente panchine, spazi poco vivibili, difficoltà a fermarsi.

Una piazza non è arredo urbano: è presidio democratico, relazione, comunità.

Se non si può vivere, non è più una piazza.

🏭 Carroponte: da simbolo della città operaia a deserto culturale

Da infrastruttura industriale a grande spazio pubblico della cultura: concerti, festival, incontri, oltre 100.000 presenze.

Una trasformazione nata da una visione politica chiara.

Oggi quella stagione sembra lontana: chiusure, incertezze, assenza di progetto.

La domanda resta aperta: vogliamo una città che investe in cultura o che la lascia spegnere?

🏛️ Il Consiglio che non c’è

Un mese senza consiglio comunale.

Meno confronto, meno trasparenza, meno democrazia.

Intanto si vendono pezzi di patrimonio pubblico e si prendono decisioni senza una vera discussione.

Per noi governare significa confrontarsi, non evitare il dibattito.

🏥 Sanità territoriale: il momento delle scelte vere

Casa di Comunità, Città della Salute, servizi per anziani e fragili.

Progetti importanti, ma ancora incompleti.

Chiude il punto prelievi di via Marx, mentre i nuovi servizi faticano a partire.

Servono tempi certi, personale, risorse.

La sanità di prossimità non può restare una promessa.

⚖️ Giustizia e Costituzione: perché diciamo NO

La riforma della giustizia cambia equilibri fondamentali: separazione delle carriere, nuovo CSM, più spazio alla politica.

Il rischio è chiaro: indebolire l’indipendenza della magistratura.

La giustizia non è di parte. È un pilastro della democrazia.

Per questo, al referendum, diciamo NO.

💬 Una città che cambia… ma per chi?

Tra cantieri che corrono e spazi che si svuotano, tra grandi trasformazioni e servizi che arrancano, il rischio è una Sesto sempre più diseguale.

📩 Vuoi dirci cosa ne pensi?

Scrivici a rassegnastampa@pdsestosg.it

📍 Oppure passa in via Cesare da Sesto 19, dal lunedì al venerdì, ore 9:30–16:00

Buona lettura!

La Redazione

02/22470558

3738905229

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Giardino dei Tigli – 31 ottobre 2025

Giardino dei Tigli: il centrodestra si gira dall’altra parte.

Ieri sera il Consiglio Comunale ha dato il via alla procedura che porterà a bando lo stabile e il bocciodromo del Giardino dei Tigli (posto tra via Fratelli Bandiera e via Risorgimento), uno dei luoghi più belli e vivi della nostra città. Un luogo di incontro, di scambio, di intergenerazionali, animato da anni dal lavoro di tanti volontari e volontarie che ne hanno fatto un presidio di socialità e di comunità.

Come Partito Democratico, insieme alle altre forze di opposizione, abbiamo presentato un ordine del giorno per chiedere che nel bando venissero previsti criteri di premialità per le associazioni e le realtà di volontariato presenti in città, che lavorano con gli anziani, che hanno radici vere nel quartiere.

In altre parole: chiedevamo che fosse rispettata la storia e il valore sociale di questo spazio. Abbiamo inoltre denunciato un altro tema cruciale, le giornate più fredde sono arrivate e la struttura rimarrà chiusa ancora per mesi togliendo un luogo di incontro fondamentale a un’intera comunità per ancora tanto tempo.

La maggioranza, invece, ha scelto un’altra strada.

Ha preferito parlare di “massimo beneficio economico”, di “partenariato pubblico-privato”, mettendo al centro l’aspetto finanziario e riducendo la socialità a un aspetto secondario.

Per questo hanno votato contro il nostro ordine del giorno, lasciando piena discrezionalità alla Giunta nella costruzione del bando.

Noi non ci fermiamo. Vigileremo passo dopo passo su tutto il procedimento di assegnazione, perché il Giardino dei Tigli continui ad essere ciò che è sempre stato: un luogo di comunità, di incontro, e di cura reciproca. Non uno spazio da mettere a reddito.

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Qualcuno ha visto il Sindaco?

Dopo mesi in cui la nostra città ha vissuto episodi di crescente degrado e insicurezza, 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨, 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐃𝐢 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨, 𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐟𝐫𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫. Bene!

Ora che è finalmente tornato tra noi, ci auguriamo che possa dedicarsi con la stessa passione anche al lavoro per cui è stato eletto e per il quale viene pagato dai cittadini. La città ha bisogno di presenza, ascolto e azione — non di assenze giustificate.

Il sindaco ci comunica con orgoglio di aver conseguito il suo Master. Ha fatto bene, forse: dati i risultati del suo partito, la Lega, il futuro politico di Di Stefano appare incerto, e pensare a soluzioni alternative non è mai una cattiva idea. Nel suo video, però, non manca il sarcasmo contro ciò che avrebbe lasciato la sinistra — anzi, “i comunisti” — a Sesto.

Parla delle scuole, dei nidi, delle materne, dei servizi sociali, della Casa Albergo, dei Centri anziani, del Carroponte, di SpazioArte, delle case comunali, dell’Ospedale o dei centri sportivi? No, per quello forse seguirà un master successivo, in cui spiegherà come ha chiuso o indebolito molte di queste strutture ereditate proprio da quei “comunisti”.

E già che siamo in tema di “eredità”, vale la pena ricordare che le farmacie comunali, salvate con grandi sforzi dalle giunte di centro-sinistra, sono state svendute dall’amministrazione di destra, che le ha cedute solo per fare cassa, privando la città di un servizio pubblico utile e di una fonte stabile di entrate.

Allo stesso modo, il progetto della Città della Salute, portato avanti con determinazione e fatica dalle giunte di sinistra — nonostante le reticenze e le opposizioni di allora della destra — oggi viene cavalcato con entusiasmo proprio da chi non ha mai mosso un dito per realizzarlo. Un grande giubilo per un risultato che non appartiene a loro, ma alla perseveranza e alla visione di chi ha davvero creduto in quel progetto.

𝐄 𝐢𝐧𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨, 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 “𝐛𝐮𝐜𝐨” 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞, 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚𝐝 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐞. 𝐌𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐫𝐛𝐢𝐨 𝐦𝐢𝐥𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞, “𝐋𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐚𝐩𝐚 𝐭𝐮𝐬𝐜𝐨𝐬𝐬” — 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐧𝐳𝐚𝐧𝐞.

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Sicurezza a Sesto 2025_10

𝐆𝐫𝐚𝐯𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐨. Due anni, ecco quanto ci ha messo Di Stefano per scrivere al Prefetto nonostante la situazione sul versante sicurezza fosse in evidente peggioramento, nonostante la voce dei cittadini chiedesse di attivarsi da tempo. 𝐍𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐏𝐃, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞́ 𝐢𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐧𝐞́ 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚.

Agire solo ora, dopo i gravi episodi degli ultimi giorni, significa sconfessare il racconto secondo cui Sesto sarebbe un modello di sicurezza. La verità è che Sindaco e maggioranza sono rimasti passivi mentre la microcriminalità cresceva, non esitando però a martoriare l’associazionismo, a limitare il finanziamento per i servizi sociali e per progetti preventivi e riparativi lasciando così spazio alla violenza. Oggi, davanti ad atti intimidatori che colpiscono un intero quartiere, cittadini e commercianti, anche il Comune sembra finalmente essersi svegliato.

𝐅𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐟𝐚, 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐦𝐛𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 “𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚” 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚. 𝐍𝐨𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐟𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨. 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞, 𝐝’𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐠𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐬𝐭𝐞𝐬𝐢.

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