Il percorso del CDD: proposte e opportunità

Pubblichiamo il documento di indirizzo della Segreteria, approvato a larga maggioranza dall’Assemblea cittadina dello scorso 21 maggio (con soli 3 astenuti). Il documento formalizza il percorso congiunto di gruppo welfare e Amministrazione e conferisce mandato di approfondire il percorso con iniziative pubbliche in città.

Il Partito Democratico ha lavorato molto negli ultimi sei mesi nella Commissione Welfare per trattare dei bisogni e della necessità di rilanciare il Welfare degli Enti Locali. Sono stati incontri che hanno mappato il territorio e incontrato le realtà presenti in modo da comprendere appieno questi nuovi bisogni da chi li vive quotidianamente. Inoltre è stata studiata la spesa sociale e socio-sanitaria europea, nazionale e locale in modo da permettere una piena conoscenza su come e dove vengono spese le risorse per fronteggiare tutti i bisogni.
Il compito della politica è dare una linea e una prospettiva alla città del domani. Questo ci ha portato a discutere sul significato di Welfare, spostando il focus dal Welfare di attesa ad un Welfare di iniziativa per spingere alla ricerca di nuove forme per anticipare le necessità e rendere i servizi alla misura di ciascuno includendo le fragilità nel tessuto sociale.
Questo inevitabilmente porta a riflettere sul significato di equità, in un momento in cui il bisogno cresce non solo in quantità, grazie anche ad una nuova consapevolezza a ad una cultura di apertura e riconoscimento delle fragilità, fino a ieri tenute lontano dalla lente della società per paura di un giudizio e oggi accettate dalle famiglie che richiedono un aiuto; ma anche sulla qualità dei bisogni che si è andata a modificare. Da tale consapevolezza dipende il modo in cui gli enti locali riescono a gestire le risorse economiche (e non solo economiche) per rispondere a quei nuovi bisogni. Emerge quindi un indirizzo che si sporti da sviluppo sostenibile a progressismo sostenibile. Questo senso di equità investe quindi la capacità di governare se stessa conoscendo, agendo e anticipando le necessità e i bisogni senza comprometterne le opportunità per il futuro.

Nel corso degli ultimi anni ci si è trovati a fronteggiare un aumento consistente dei bisogni, sia quelli più tradizionali, sia quelli emergenti e strettamente connessi alla crisi economica: in questo scenario la risposta che l’Amministrazione Comunale ha dato è stato quello di continuare a garantire i servizi, aumentando anche la spesa per il welfare, tanto che oggi siamo tra i cinque comuni in Lombardia con la spesa sociale pro-capite più alta.

In particolare va segnalato come uno dei bisogni cresciuto esponenzialmente sia quello dei cittadini disabili e delle loro famiglie: sono triplicati i bambini e le bambine che necessitano di un intervento educativo a scuola, si è creata una lista d’attesa per il servizio di trasporto e per gli inserimenti nei centri diurni. In questi anni l’investimento economico sulla disabilità è stato elevato da parte dell’Amministrazione: è stato aumentato lo stanziamento per i servizi educativi a scuola , sono stati inseriti ragazzi nei centri diurni fuori Sesto e si è creato un nuovo servizio, prima inesistente in città, di interventi educativi domiciliari territoriali.

È evidente che da un lato risultano oggi necessari, visto che si conferma la politica di continui tagli agli Enti Locali, interventi che continuino a garantire la qualità e l’ampiezza dei bisogni coperti, dall’altra parte che si tenga conto di quella che è la già menzionata situazione economica.

Se la logica che deve guidare le scelte politiche e amministrative è quella di rispondere ai bisogni anche garantendo servizi, non si può esimersi da una riflessione sui due centri diurni disabili, i CDD.
Con questi due servizi si risponde al bisogno di cittadini disabili, ma non in tutti i casi in maniera adeguata, perchè alcuni utenti necessiterebbero di altre tipologie di strutture. Allo stesso modo questo strumento non riesce a soddisfare quantitativamente il bisogno di altri cittadini che hanno trovato una risposta fuori territorio, in altri Comuni, o peggio ancora si sono collocati nella lista d’attesa che si è recentemente formata. E infine va rilevato come ci sia un bisogno, quello di cittadini disabili che necessiterebbero di un Centro Socio Educativo, che rimane oggi del tutto insoddisfatto per la mancanza di un servizio di questo tipo in città.
E non ci si può esimere da una riflessione sulle reali competenze e possibilità dei Comuni di sostenere servizi non sociali, ma socio-sanitari, dove risultano necessari, per la qualità e l’eccellenza degli stessi, figure sanitarie, il cui reperimento e contrattualizzazione per le Amministrazioni Comunali risulta spesso molto difficile. Va tenuto presente che parlare di servizi socio-sanitari significa sapere che “sanitario”, in Regione Lombardia, implica una serie di compatibilità e regole stringerti che, se non rispettate, implicano multe e sanzioni non sopportabili.

Governare oggi, nel quadro economico che conosciamo e abbiamo spesso discusso, significa saper fare un bagno di realtà: bisogna tenere lo sguardo su tutti i bisogni, e capire che se vogliamo – e noi lo vogliamo- rispondere a tutti, quelli conosciuti e quelli che stanno esplodendo con una grande violenza, come le povertà e gli sfratti, bisogna fare scelte. Dovranno essere scelte guidate dall’obiettivo della qualità dei servizi e della tutela dei soggetti più deboli e fragili che per noi sono i cittadini disabili.
Dovranno essere scelte agìte in prospettiva: se per i CDD si mantenesse la gestione in economia, deve essere chiaro che, per il contesto di tagli agli Enti Locali e per la rigidità in materia di personale delle Pubbliche Amministrazioni, non solo nel lungo, ma anche medio e breve termine, si  metterebbe in discussione la qualità del servizio e si andrebbe a una progressiva e inarrestabile riduzione del servizio stesso.

La scelta di un’esternalizzazione è una scelta tanto faticosa quanto coraggiosa, di cui il Partito Democratico si vuole assumere piena responsabilità: l’obiettivo sarà quello di mantenere alta la qualità del servizio, aumentarne la capacità di rispondere ai bisogni, sperimentare nuove attività anche in collaborazione con le realtà del territorio e -cosa più unica che rara oggi per un Comune – aprire un nuovo servizio in città. Istituire sul territorio di Sesto un CSE non è solo la responsabile risposta a bisogni diversi tra le varie disabilità: è una scelta che rilancia la questione della disabilità come questione sociale, una scelta che prevede come pensiero educativo una scelta “di evoluzione” delle risposte. È una scommessa educativa e sociale.
Infine la nuova modalità di erogazione del servizio, a seguito di un’esternalizzazione potrà liberare energie e risorse umane per permettere al Comune di svolgere al meglio la sua funzione principale: programmazione, monitoraggio e controllo. Siamo convinti che questo sia il miglior modo per garantire un servizio più efficace e vicino agli utenti ed alle famiglie. Deve essere chiaro che questa decisione coraggiosa basata sulla capacità di intercettare i nuovi bisogni risponde  alla necessità di impostare un ragionamento diverso sul welfare cittadino e non parte da un ragionamento puramente economico.

Il nostro obiettivo primario infatti è tutelare e rispondere al duplice bisogno dei cittadini disabili e delle loro famiglie. E’ altrettanto fondamentale però che nella stesura del bando di gara, sia garantita oltre alla continuità lavorativa dei dipendenti anche la massima tutela dei loro diritti e della loro professionalità, esperendo in tal senso tutti gli atti possibili e compatibili con le norme contrattuali e di finanza pubblica sia preventivamente alla stesura del bando, che nel bando stesso e durante l’esecuzione dell’affidamento. Ciò permetterà di tenere alto il livello di attenzione alle tutele da mettere in campo per i lavoratori e le lavoratrici, ma nello stesso tempo permetterà di rispondere ai bisogni dei cittadini garantendo servizi: il che, in questo caso, non significa necessariamente l’erogazione diretta del servizio, ma, attraverso strumenti corretti, esercitare controllo e monitoraggio perchè questo sia garantito nella misura più ampia possibile: l’interesse pubblico è garantito, oggi, anche dai privati e non solo dagli enti statali e comunali. Pertanto le eventuali ulteriori economie di gestione derivanti dall’affidamento del servizio, al netto delle garanzie per il personale, dovranno essere reinvestite per il sostegno dei servizi alla persona sia indirettamente che in gestione affidata.

Il Partito Democratico vuole continuare a tenere alta la gloriosa tradizione cittadina dei servizi alla persona: crediamo in un welfare cittadino, che continui a crescere e che risponda, anche nei prossimi anni alla sfida incalzante dei bisogni.

La Segreteria cittadina.

Partito Democratico di Sesto San Giovanni

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