Comunità di Cascina Gatti. Prima le persone!

Le famiglie degli ospiti vengono informate verbalmente della decisione presa dall’Amministrazione Comunale e contestualmente della necessità di trasferimento diretto e immediato degli utenti presso diverse strutture residenziali fuori dal territorio, che garantiscano loro la continuità sanitario-assistenziale di cui hanno bisogno.

Significa per loro essere sradicati dal nucleo vitale della piccola comunità a dimensione familiare dove hanno vissuto fin da ragazzini, con i loro compagni di sempre, nel loro territorio, vicini alle loro famiglie per finire ospiti anonimi di residenze sanitarie per disabili dove affrontare, spaesati e isolati, l’ultima fase della loro vita.

L’amministrazione comunale non dà motivazioni, ma anzi procede senza coinvolgere né gli ospiti e le loro famiglie né ogni altra parte in causa: sceglie di non rinnovare la concessione alla Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione che da 35 anni gestisce la Comunità di Cascina Gatti.

Lo fa senza interpellare preventivamente ATS Citta Metropolitana di Milano – che da oltre 15 anni accredita la Comunità a struttura sociosanitaria – facendo venir meno un servizio necessario al territorio senza alcuna considerazione delle necessità dei cittadini più fragili, che invece dovrebbe proteggere.

Questo comportamento è lesivo del diritto delle persone con disabilità di scegliere, sulla base dell’eguaglianza con gli altri, dove e con chi vivere (art. 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato Italiano con Legge 18/2009) diritto che invece il Comune dovrebbe tutelare, anche in quanto Amministratore di sostegno di alcuni di loro, garantendo loro l’inserimento nella società in cui vivono e proteggendoli dal rischio di isolamento.

Alla base della Comunità di Cascina Gatti c’è l’idea che fin da bambini, i disabili non debbano essere separati e allontanati dal loro territorio, ma vivere all’interno di esso, mantenendo e sviluppando i legami con la famiglia, la comunità, la scuola. Quei bambini sono gli attuali ospiti anziani di Cascina Gatti e hanno il diritto di continuare a vivere la loro vita in quel contesto, nella loro Comunità che è la loro casa da sempre.

Né il sindaco né l’assessora hanno mosso un dito davanti alla scadenza della convenzione, alla necessità di individuare un percorso di reinserimento delle persone che non potevano più essere presenti nella comunità proprio a seguito della scelta della Amministrazione comunale di trasformare la comunità da Socio-Sanitaria a comunità di accoglienza.
La totale impreparazione e imprevidenza si coglie anche dalle due proroghe assegnate alla Coop Lotta Contro l’Emarginazione, prima a fine febbraio e poi al 31 marzo. E ora rileviamo che i programmi di trasferimento sono improvvisati e non frutto di un minimo di concertazione con famiglie e associazioni.
Vogliamo denunciare con forza i disagi e i disservizi che l’incapacità di governare il territorio ha comportato, serve un diverso modo di procedere, una politica che non decida e imponga in modo autoreferenziale ma una capacità di curarsi del bene pubblico passando attraverso i necessari confronti con i soggetti intermedi e fare della sussidiarietà un metodo effettivo e non solo di campagna elettorale. Perché l’ interesse per il bene pubblico passa anche per l’interesse di ogni singolo cittadino.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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