Comunicato stampa: la collaborazione non esige strumentalizzazione

“Siamo una risorsa e non un costo”, questo lo slogan ripetuto per le vie cittadine dai dipendenti comunali durante il corteo che ha caratterizzato lo sciopero odierno. Il corteo si è fermato e ha sostato anche davanti alla sede del nostro partito, il PD, accusato di voler esternalizzare un servizio su due piedi e senza alcun motivo che non sia l’assenza di risorse economiche, e di preparare il terreno per l’esternalizzazione di alcuni altri servizi comunali prestigiosi, in particolare il servizio dei nidi per il quale ogni anno vengono, certo non a caso, spesi alcuni milioni di euro.

Fermo restando il diritto costituzionale dello sciopero, la libertà legittima di interpretare le vicende secondo il proprio punto di vista e capendo le difficoltà e le preoccupazioni dei lavoratori del CDD che abbiamo incontrato e che ci hanno conosciuto in un dialogo franco e costruttivo, riteniamo la strumentazione politica in atto nei confronti del nostro partito, inaccettabile.

Ricordiamo a tutti che l’oggetto della discussione è come poter ampliare oggi un servizio insufficiente rispetto alle necessità che la stessa cittadinanza ci porta e a cui come amministratori abbiamo l’obbligo di fornire delle risposte.

L’obiettivo che ci siamo dati è quello di poter saturare la lista d’attesa a fronte dei posti vuoti che, pur accreditati dalla Regione e quindi potenzialmente presenti sul territorio, non vengono di fatto occupati dagli utenti, causa difficoltà gestionali del servizio.

Ci sono poi anche utenti nostri concittadini che sono stati inseriti in altre strutture limitrofi (per altro gestite non in economia), ma fuori dal nostro comune, causando disagi alle famiglie sestesi, e ampliando i costi di un servizio che è pagato dall’intera collettività. La pietra miliare dello scandalo che fa del Partito Democratico un nemico dei lavoratori è la necessità di ricercare una formula che mantenga aperti i due CDD con la possibilità di occupare tutti i 60 posti ma anche di aprire un CSE, servizio socio-educativo per gli utenti che di fatto necessitano di un’assistenza socio-educativa e non sanitaria ma che l’amministrazione non può ad oggi offrire, causa la sua assenza nel territorio. Come Partito Democratico siamo sempre entrati nel merito delle questioni e abbiamo cercato di trovare soluzioni che dovessero tener conto anche della dignità del lavoro, che oggi si dispiega in più contesti e in molteplici forme che necessitano di essere monitorate ma non demonizzate. Auspichiamo dunque un buon esito della trattativa sindacale che presto verrà aperta. Per questo abbiamo lavorato fino ad oggi in silenzio e continueremo a farlo da domani.  A chi invece ci accusa di “vendere un servizio ai privati per risanare i conti del bilancio” e a chi pur facendo parte della maggioranza ha deciso di partecipare per ragioni di mero opportunismo politico alla manifestazione di questa mattina, noi rispondiamo a gran voce, sgombrando il campo da ogni equivoco. La politica è cercare terreni dove si incontrano esigenze diverse. Il rischio altrimenti è quello di costruire orticelli dove ognuno difende le proprie di esigenze ma non incontra mai il bisogno urgente dell’altro.

Marco Esposito

Segretario Cittadino – Partito Democratico Sesto San Giovanni

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